Incontrare l'altro e l'alterità - Le relazioni
Premessa.
Centro della nostra esistenza sono i rapporti umani con le persone che sono parte della nostra rete relazionale ed affettiva; gli ambiti sono quelli familiare, amicale, di coppia, professionale, scolastico e del gruppo di appartenenza.
Relazione significa avvicinarsi, incontrare e stare in contatto con una o più persone in contesti in cui gli scambi promuovono la crescita e lo sviluppo reciproco.
Quando si parla di “altro” si intende: altro familiare, altro amico, altro compagno-compagna, altro collega, altro conoscente, altro amante, altro marito-moglie, altro persona “ostile”, altro vicino di casa, altro sconosciuto, ecc. E’ l’incontro che ci mette in contatto con l’altro ed è il rapporto con l’altro che ci pone in un contesto di relazione.
Cosa si intende per alterità?
L’alterità è l’altro in quanto persona diversa; quindi l’altro non negli aspetti simili, ma negli aspetti differenti.
Ogni persona è alterità, poiché nessuno è perfettamente uguale ad un’altra persona; tuttavia talune persone possono proporre elementi di grande differenza in cui l’aspetto dell’alterità è più marcato.
Incontrare l'alterità.
Incontrare l’altro significa incontrare la differenza, il diverso e, in quanto tale, misurarsi con quello che è “altro” da noi.
Spesso i gruppi si creano sulla base di elementi e caratteristiche comuni ed assumono un atteggiamento di inclusione del simile e di esclusione del diverso. Il gruppo di simili offre uno spazio in cui si realizza il “senso di appartenenza” e il “sentirsi rassicurati e confermati dal frequentare i simili”.
Spesso, per entrare a far parte di un gruppo, è necessario uniformarsi ad alcuni elementi caratterizzanti del gruppo stesso, rinunciando alle proprie specificità.
Per citare un caso semplice, basta guardare l’abbigliamento dei ragazzi di oggi e quanto questo sia elemento identificativo del gruppo e anche criterio di inclusione nel gruppo stesso.
Incontrare l’alterità è un momento “magico”, in cui ci si confronta con il diverso che può diventare esperienza di arricchimento e crescita personale, proprio perché il diverso pone elementi nuovi che possono essere stimolo per un cambiamento personale.
Le barriere nell'incontro con l'alterità.
Incontrare l’alterità, è anche un’esperienza che può generare “crisi” e questo può risultare destabilizzante e far scattare meccanismi di chiusura e di rifiuto.
Poiché ogni persona, così come ogni gruppo, ha la tendenza a mantenere il proprio equilibrio su schemi collaudati che si ripetono nel tempo, un elemento nuovo può generare la messa in discussione di questo equilibrio e di questi schemi e può essere visto come un elemento da allontanare e da evitare.
Talvolta la paura della differenza dell’altro, è ingigantita dalla non conoscenza della sua reale situazione; venire a conoscenza di com’è l‘altro, può ridurre l’ansia del diverso e favorire l’avvicinamento.
L'essere in relazione - il benessere.
Il nostro benessere è in parte legato al tipo di relazioni che noi abbiamo con le persone con cui siamo in contatto.
Quindi una buona rete affettiva, amicale e relazionale in generale, favorisce il benessere personale ma anche il benessere della coppia e del gruppo.
L'omosessualità quando è l'alterità.
Alla luce di quanto detto, si può dire che l’omosessualità rappresenta per la “cultura eterosessuale” l’alterità e, come tale, può risultare un elemento di disturbo che spesso (molto spesso) fa scattare il meccanismo del rifiuto e dell’esclusione.
Per cultura o per ignoranza l’omosessualità è vissuta talvolta come una “minaccia” sia dal singolo, come se temesse di poter essere “contagiato”, sia dal gruppo come se l’omosessualità mettesse in discussione alcuni capisaldi della nostra cultura.
In sostanza l’omosessualità talvolta viene vista come una minaccia dell’eterosessualità e la coppia omosessuale è vista come una minaccia della famiglia tradizionale.
Il counseling nella relazione.
Non è possibile distinguere in modo netto, quanto le relazioni condizionino il nostro umore oppure quanto il nostro umore condizioni le nostre relazioni poiché vanno di pari passo.
Intervenire sulle relazioni e renderle più chiare e “funzionali”, permette un maggior benessere della persona ma anche delle persone in relazione con questa.
Talvolta le relazioni disfunzionali, generano malessere oltre che nel rapporto con gli altri, anche nel rapporto con noi stessi.
Il counseling può facilitare la presa di coscienza di come si entra in relazione con gli altri e quali sono i nostri atteggiamenti e le nostre dinamiche relazionali che entrano in gioco quando veniamo in contatto con altre persone.
Con il counseling quindi è possibile compiere un lavoro di presa di coscienza di questi aspetti al fine di migliorare le nostre relazioni interpersonali, quindi migliorare il benessere.