Teatro dell'oppresso (TDO) lgbt L'ALTRA FACCIA DEL DADO
1) Il teatro dell’oppresso (TDO) origini e scopi
2) Il gruppo di TDO lgbt L’ALTRA FACCIA DEL DADO
1) Il teatro dell’oppresso (TDO) origini e scopi
Il TDO è nato in Brasile negli anni 60 grazie ad Augusto Boal regista teatrale e uomo molto attento alle tematiche sociali ed è un teatro interattivo in quanto da la possibilità al pubblico presente di assumere una parte attiva nella vicenda rappresentata.
La specificità del TDO, partendo da una situazione (scena) di oppressione, è quella di coinvolgere il pubblico per cui può interagire con gli attori. In tal modo il pubblico può portare il proprio contributo in termini di idee e proposte di soluzione, rispetto alla tematica presentata.
Questa possibilità cambia la prospettiva rispetto al teatro tradizionale che vuole il pubblico “passivo” ad assistere alla scena, senza alcuna possibilità di interazione.
L’elemento interattivo pubblico-attori, è centrale nel TDO, poiché il dialogo sulla scena è basato sull’improvvisazione e, cosi facendo, si scrive un copione diverso da quello originale.
Con il TDO si affrontano gli stereotipi, i conflitti sociali, i pregiudizi palesi, ma anche quelli più sotterranei e soprattutto, le figure del “oppressore” e del “oppresso” nelle varie dimensioni della vita sociale.
2) Il gruppo di TDO lgbt L’ALTRA FACCIA DEL DADO
E’ un gruppo costituito da una decina di attori di età varia ed è nato nel giugno del 2009.
Il gruppo ha portato vari forum pubblici che trattano le oppressioni che toccano persone omosessuali, transessuali e le loro famiglie.
E’ l’unico gruppo di TDO che in Italia tratta in modo specifico le tematiche LGBT.
Solitamente nei grandi contesti pubblici come nelle scuole, nelle associazioni o nelle conferenze pubbliche, il tema dell’omosessualità viene trattato in modo frontale, dove un relatore esperto, parla alla platea che ascolta e che, al limite, pone delle domande.
Con il TDO è possibile portare al pubblico le tematiche LGBT in modo “vivo” e cosi il pubblico può parteciparvi in primo luogo assistendo alla scena e poi interagendo con gli attori.
Questo fa si che la questione portata sia meno “teorica” o astratta, ma più reale e vissuta. Il pubblico può misurarsi con le emozioni portate dagli attori, ma anche con le proprie sia che partecipino entrando in scena e sia che rimangano spettatori a guardare quello che accade.
Il formatore del gruppo è Ermanno Maronga che da vari anni segue esperienze di TDO e di psicodramma e gestisce gruppi LGBT in vari ambiti con la metodologia attiva.