Transessualismo e transgenderismo

Oppure situazione contraria:
Un uomo si sente donna (come trans “M to F”) e si sente orientata (attratta) affettivamente e sessualmente verso altre donne (quindi lesbica).

Il transessuale può scegliere di compiere la “transizione” e quindi, compiere il passaggio da un sesso all’altro attraverso un percorso che, generalmente, comprende i seguenti 3 trattamenti:

-Psicologico.
-Ormonale.
-Uno o più interventi chirurgici per la “riattribuzione del sesso”.

Si potrebbe aggiungere un “4° trattamento” (in realtà un iter), estremamente complesso e lungo, che è quello legato all’aspetto “burocratico” o comunque legale che prevede varie udienze in tribunale con sentenza (autorizzazione) finale.
La legge 164/82 dello stato italiano, rende possibile e legale questa operazione per cui il trattamento è gratuito. Il percorso prevede che vi sia anche il cambio del nome sui documenti (carta di identità, patente, passaporto, ecc.) e anche sui diplomi e titoli conseguiti (maturità, laurea, ecc.).

L’elemento che sta alla base di questa legge e che consente alla persona transessuale di effettuare la transizione per il cambio di sesso, passa attraverso il riconoscimento del “disturbo”, ovvero dalla diagnosi di “disturbo di identità di genere”. Uno psichiatra formula dunque una diagnosi, a fronte della quale è possibile somministrare la “cura” che preveda l’iter di cambio di sesso.
Non è consentito il Italia effettuare il percorso semplicemente sulla base di una richiesta da parte dell’interessato, senza che vi sia la diagnosi sopra indicata con la successiva autorizzazione da parte del tribunale.

Transgenderismo:

Per comprendere il significato di transegenderismo, è necessario “sganciarsi” dal concetto “binario” di genere maschile e femminile, proprio perché il significato di transgender indica “oltre il genere”, quindi vuol dire collocarsi fuori dal genere maschile e dal genere femminile. Questa definizione tende a comprendere svariati modi di essere e di percepirsi delle persone, che hanno in comune il non riconoscersi in modo netto e chiaro nell’uno o nell’altro genere.

Alcune persone transgender, possono decidere di compiere una parte della transizione, oppure non riconoscersi ne come uomo ne come donna, oppure riconoscersi come uomo o come donna, ma desiderare di mantenere degli elementi di entrambi i sessi. Questo aspetto si scontra con la cultura dominante che vuole comunque identificare una persona come uomo o come donna e che non lascia spazio ad altre possibilità. Anche la “convenzione” del linguaggio, non prevede una declinazione neutrale o differente da quella maschile e femminile. Ne consegue che una persona transgender, che non si riconosce in uno dei due generi, è comunque “costretta” a scegliere se declinarsi al maschile o al femminile.

Differenze tra omosessualità e transessualismo/transgenderismo:

Succede spesso che l’omosessualità e il transessusalismo/transgenderismo vengano confusi, proprio perché non si conoscono bene le singole specificità. Nell’omosessualità il focus è “l’orientamento sessuale”, mentre nel transessualismo/transgenderismo è “l’identità di genere“. Ci sono situazioni in cui i due elementi possono coesistere, per cui una persona può essere transessuale e omosessuale al tempo stesso (vedi “omotransessualismo“ sopra spiegato).

Quasi sempre alla confusione sulle “definizioni”, corrisponde una pari confusione sul “essere” e sul “percepirsi” e, questa confusione, spesso è vissuta sia dalle persone omosessuali, che da quelle transessuali. E’ facile – soprattutto durante l’adolescenza - trovare persone omosessuali che pensano di essere transessuali o viceversa, proprio perché non è chiara la differenza tra “orientamento sessuale” e “identità di genere”.