Chi è il counselor
Il counselor è definito anche "agevolatore nella relazione di aiuto" ed è una figura professionale che, avendo seguito un corso di studi e di formazione almeno triennale ed avendo seguito un significativo percorso di crescita personale e di conoscenza di sé, fornisce sostegno e aiuto a persone in situazioni di difficoltà.
Le aree di intervento riguardano:
- Il conflitto e la confusione
- Il disagio e il turbamento
- L’autostima e il rapporto con sé stessi
- L’orientamento sessuale
- La relazione con l’altro
- La relazione con la famiglia
- Le difficoltà di coppia
- L’elaborazione del lutto e della separazione
- L’ambito lavorativo
Le aree di intervento riguardano:
- Il conflitto e la confusione
- Il disagio e il turbamento
- L’autostima e il rapporto con sé stessi
- L’orientamento sessuale
- La relazione con l’altro
- La relazione con la famiglia
- Le difficoltà di coppia
- L’elaborazione del lutto e della separazione
- L’ambito lavorativo
Il counselor instaura un rapporto di fiducia ed empatia con il cliente e lo accompagna a riconoscere e a chiarire il problema e ad individuare il modo migliore per farvi fronte attivando e potenziando le proprie risorse personali. Il counselor non fornisce “soluzioni”, ma entra in relazione con la persona accompagnandola nella ricerca delle proprie soluzioni.
N.B.
Il counseling non va confuso con la psicoterapia poiché ha obbiettivi, modalità e tempi di applicazione diversi tant’è che il counseling si rivolge al “cliente” e non al “paziente”.
Il counseling ha lo scopo di dare sostegno ed aiuto alla persona per quanto riguarda disagi di natura esistenziale e relazionale momentanei, non legati a patologie e a problematiche profonde ma, appunto, disagi legati al “vivere quotidiano”, come per esempio affrontare un lutto, una separazione, un cambiamento che genera ansia, una confusione o un conflitto. Si tratta quindi di disagi che possono coinvolgere una persona in alcuni momenti della propria vita e che possono richiedere un sosteno non necessariamente di tipo psicoterapeutico.
Il counseling non tratta dunque i disturbi di personalità e le patologia della sfera psichica, ma tratta le difficoltà esistenziali e relazionali momentanee legate al vivere quotidiano.
Il counseling non va confuso con la psicoterapia poiché ha obbiettivi, modalità e tempi di applicazione diversi tant’è che il counseling si rivolge al “cliente” e non al “paziente”.
Il counseling ha lo scopo di dare sostegno ed aiuto alla persona per quanto riguarda disagi di natura esistenziale e relazionale momentanei, non legati a patologie e a problematiche profonde ma, appunto, disagi legati al “vivere quotidiano”, come per esempio affrontare un lutto, una separazione, un cambiamento che genera ansia, una confusione o un conflitto. Si tratta quindi di disagi che possono coinvolgere una persona in alcuni momenti della propria vita e che possono richiedere un sosteno non necessariamente di tipo psicoterapeutico.
Il counseling non tratta dunque i disturbi di personalità e le patologia della sfera psichica, ma tratta le difficoltà esistenziali e relazionali momentanee legate al vivere quotidiano.